Cos’è?

E’ la cosiddetta “sindrome da rientro” dalle vacanze. Allo scadere del periodo di ferie, la nostra testa inizia a proiettarsi verso quella che è la ripresa normale delle attività quotidiane, aventi a che fare con lavoro, impegni vari e ritmi veloci, tanto da avvertire la nostalgia di quello che si sta ancora vivendo.

Dati

L’Ordine degli Psicologi del Friuli-Venezia Giulia riporta tali numeri: 1 persona su 10 soffre di Post Vacation Syndrome.

(FONTE: http://www.stateofmind.it/2014/07/sindrome-rientro-come-evitarla-consigli-utili-dallordine-degli-psicologi/)

Inoltre, sembra che le persone più colpite siano quelle impegnate in attività che richiedono un lavoro maggiormente intellettuale e che la fascia di età più a rischio sia quella tra i 25-40 anni.

Sintomi

E’ bene sottolineare che non si tratta di una patologia, come esplicitato anche da parte di Piero Barbanti -neurologo dell’Irccs San Raffaele Pisana di Roma- ma di una particolare forma di disagio legata allo stress di adattamento, che comprende determinati sintomi quali:

  • insonnia e mancanza di concentrazione;
  • stanchezza;
  • nervosismo;
  • ansia;
  • umore tendenzialmente depresso.

Tali manifestazioni, paiono essere conseguenze dovute allo stress (post vacanza), che vanno ad agire sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni.

Le informazioni “stressanti” ricevute dall’ipotalamo, creano un effetto a catena prima a carico dell’ipofisi e in seguito a livello dei surreni, protagonisti nella produzione degli ormoni legati allo stress, ossia adrenalina e cortisolo.  Entrambi, determinano sull’organismo:

  • aumento della pressione sanguigna;
  • aumento del ritmo respiratorio;
  • aumento glicemia;
  • diminuzione della memoria.

Desidero ancora una volta sottolineare che la reazione di stress post-vacanza di cui si parla, si tratta di una normale risposta del proprio corpo rispetto ad un avvenuto cambiamento fisico e/o psichico; potremo definirlo anche come sforzo adattivo.

E’ da intendersi come fisiologica ma temporanea risposta del corpo, in quanto se al contrario dovesse perpetuarsi nel tempo, sarebbe auspicabile prenderne consapevolezza e rivolgersi alle professionalità adatte.

Quanto più ci si trascura e quanto maggiori saranno le conseguenze a livello globale, che gradualmente andranno a colpire anche il normale funzionamento delle ‘’sostanze del benessere’’, come serotonina e dopamina.

Cosa fare?    

È stato visto come alcuni accorgimenti possano alleviare i sintomi sopracitati, ricordando anche che non è la vacanza in sé a ricaricarci, ma siamo noi stessi con il nostro mondo di agire a permettere ciò.

Ad es. potrebbe essere utile ricavare durante le giornate degli spazi mentali di relax e benessere, concedendoci qualcosa di piacevole e allargare poi questi momenti anche alla settimana, in modo tale da garantirsi degli ‘’appuntamenti –coccola’’.

Questo ci permetterebbe di darci respiro tra i vari impegni, regalarci serenità senza aspettare con ansia le ferie.

Inoltre, sarebbe importante rientrare dalla vacanza un paio di giorni prima rispetto alla ripresa delle normali attività, al fine di rientrare gradualmente nei ritmi quotidiani, stando attenti a:

  • dormire bene riprendendo un giusto ritmo sonno-veglia;
  • mangiare sano seguendo una dieta equilibrata con orari regolari;
  • riprendere l’attività fisica per aumentare il livello di endorfine nel sangue e contrastare gli effetti drastici sull’umore;
  • gestire gradualmente gli impegni in ordine di importanza, organizzando tempi e spazi.

Ricordo che resto a disposizione per eventuali dubbi, informazioni o anche solo come spazio di condivisione ai seguenti recapiti:

Dott.ssa Vera Cabras

Psicologa-Psicoterapeuta

Analista Transazionale Specializzata in Sessuologia Clinica e Nuove Dipendenze

Studio: Via dell’Indipendenza, 61 Bologna

Cell: 3240848398

Indirizzo mail: cabrasveravera28@gmail.com

http://veracabras.altervista.org/

Vera Cabras

“Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi” Ernest Hemingway